giovedì 29 settembre 2011

Domani il sole farà la sua parte




















Stasera la curiosità è durata due minuti. La7 mandava in onda un "interrogatorio" - così l'ha definito Mentana - al "faccendiere" di turno, tale Valter Lavitola. Che cosa fa di bello un faccendiere? Mette le mani dappertutto per richiuderle in fretta, ma non prima che siano colme di roba. E quando lo pescano ad attardarsi troppo con le dita nel vaso delle caramelle, pensa bene di scapparsene a Panama con la determinata intenzione di restarci. "Oh che bel mestiere, fare il faccendiere!".

In studio, giornalisti bene intenzionati puntavano diritto, ma il nostro eroe li menava per il naso o così credeva lui. Dopo poco m'è venuta la nausea e ho iniziato a pensare che forse, per una volta, il Chicco nazionale e gli altri con lui avrebbero fatto meglio a guardare altrove. Possibile che in Italia ai farabutti si stendano tappeti rossi in televisione, con ore di spazio che nessuna persona normale potrà mai ottenere pur avendo qualche cosa di molto più interessante da offrire?

Così lancio un appello, naturalmente senza aspettarmi che venga raccolto.
Intervistate il silenzio radioso della claustrale: saprà dirvi dove abita la speranza.
E il canto muto delle fontane nei chiostri: vi indicheranno il sentiero della perfetta letizia.
Microfonate il respiro di un figlio sprofondato nel primo sonno: vi suggerirà il luogo dove il mondo intero può riprendere fiato.
Investigate la tenacia della maestra nell'aprire la strada ai suoi alunni, al tempo dei tagli alla scuola: scoprirete che tutto forse si può tagliare ma non l'orizzonte che i bambini scrutano.
Chiedete alla gioia negli occhi del disabile inchiodato alla sua carrozzina: vi canterà una canzone che mai avevate udito.
Mandate in diretta le ginocchia piegate sul dolore dell'altro: intuirete il delirio della collettiva corsa all'accaparramento.
Accendete le telecamera sulla tenerezza degli sposi che si tengono per mano. Sul bacio degli innamorati regalato per strada: scoprirete di camminare su un tappeto di fiori.
Raccontateci dei sorrisi che sfamano più del pane. Delle carezze che si posano sulle ferite del mondo, inattese e benedette: saprete all'improvviso di essere circondati da farfalle multicolori e soccorritrici.
Domandate sottovoce a chi porta la fatica dei piccoli, a chi ogni giorno si accompagna coi minimi tenendone il passo: vi regalerà pesi soavi e carichi leggeri, capaci di mettere le ali ai piedi.

Stasera la curiosità dura due minuti.
Poi mi ricordo che via da quella scatola cianciante, persino nel cuore della notte, oltre la mia finestra è già tutto un fermento di bellezza, sconosciuto ai più ma pronta a fiorire. Qualcuno lo chiama "regno di Dio", che è sempre all'opera. E penso che in fondo poco importa se nessuno vi punterà mai sopra i fari della visibilità televisiva: domani il sole farà certo ancora la sua parte.

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